Sono quasi tutti “under 25” gli 88 soci dell’associazione Giovane europa. Hanno in comune la voglia di impegnarsi per l’integrazione europea, di confrontarsi, di rimboccarsi le maniche per fare qualcosa per il loro territorio senza “nascondersi” dietro la scusa della giovane età. Sabato 5 febbraio, alle 21, presso la sede dell’associazione, in piazza Aldo Moro a Villatora di Saonara (Padova), propongono un incontro aperto a tutti per fare il punto sulle attività in cantiere e sui progetti per il futuro.
«Vi accompagno anch’io e vi auguro un buon cammino nella costruzione di un tessuto di nuove relazioni solidali e responsabili, nell’edificazione di una giovane e forte Europa», dice don Giorgio De Checchi, parroco di sant’Anna di Piove di Sacco, in un messaggio inviato all’associazione qualche tempo fa.
Alberto Giuseppe Schiavon, vent’anni, è il presidente dell’associazione.
Schiavon, com’è nata la Giovane europa?
«Eravamo un gruppo di amici. Da un po’ di tempo pensavamo di “far qualcosa insieme”, di trovare un modo per tenerci in contatto, consolidare l’amicizia e dedicarci a un impegno comune. Siamo partiti, in modo informale, nell’aprile scorso, poi in settembre abbiamo costituito l’associazione. Oggi siamo 88 soci, quasi tutti di età compresa fra i 18 e i 25 anni. Una trentina degli iscritti provengono da Piove di Sacco, ma ci sono giovani che vengono anche da “fuori provincia”».
Perché avete scelto di fondare un’associazione che promuove l’integrazione europea?
«In molti ci fanno questa domanda. C’è chi si meraviglia che un gruppo di giovani si interessi tanto all’Europa. Il nostro impegno parte da una considerazione molto semplice: l’Europa unita è una realtà di cui dobbiamo prendere atto tutti. Un processo politico che ci tocca nel quotidiano e che in futuro è destinato a cambiare sempre più il nostro modo di vivere e di pensare».
Quali sono le attività in cui siete attualmente impegnati?
«L’associazione è prima di tutto un luogo di confronto. Ci scambiamo esperienze, pareri, impressioni. Siamo un gruppo apolitico e proprio per questa nostra caratteristica accogliamo giovani che provengono da esperienze diverse. Non sempre è possibile incontrarsi fisicamente: così, sul nostro sito, abbiamo dato vita a dei forum su diverse tematiche, dai temi attinenti alla vita dell’Unione europea, alle attività dell’associazione, fino ad argomenti più “leggeri”, come le curiosità o le recensioni . I forum “funzionano”: il dibattito on-line è molto vivace. In questo momento stiamo “studiando” una proposta di gemellaggio con Nancy, città francese gemellata con Padova. Parteciperemo alla Gmg di Colonia e, come già lo scorso anno, al Forum dei giovani di Jesolo».
Perché avete sentito “l’urgenza” di impegnarvi?
«I giovani spesso si lamentano di ciò che manca loro: non ci sono abbastanza spazi per incontrarsi, non ci sono sale prove per i gruppi musicali, non ci sono proposte culturali per loro, e via così. Noi abbiamo pensato di tradurre questa insoddisfazione in “voglia di fare”, di dimostrare che non è vero che tutti i giovani sono disimpegnati e disinteressati nei confronti della politica».